Cappato in Svizzera con malato per suicidio assistito

(ANSA) – MILANO, 25 NOV – Marco Cappato, tesoriere
dell’Associazione Luca Coscioni, si trova in Svizzera per dare
seguito alla “richiesta di aiuto” ricevuta da un uomo affetto da
Parkinsonismo atipico, che ha chiesto di essere accompagnato nel
Paese elvetico per accedere legalmente al suicidio assistito.
    “La scelta del fine vita è un diritto fondamentale dell’uomo –
ha spiegato la moglie dell’uomo -. In queste ore se Romano
conferma la sua decisione consapevole e responsabile sarà libero
di porre fine alle sue sofferenze”. L’uomo non dipende ancora da
trattamenti di sostegno vitale. Per Cappato è una “nuova
disobbedienza civile”.
    L’uomo, se confermerà la sua scelta, dovrebbe morire oggi
nella clinica svizzera. “Sono di nuovo in Svizzera per fare
valere quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale”, ha
spiegato Cappato, protagonista in questi anni di tante battaglie
sul tema della dignità del fine vita.
    Si tratta di una “nuova disobbedienza civile”, chiarisce, “dal momento che la persona accompagnata non è ‘tenuta in vita
da trattamenti di sostegno vitale’, quindi, come la 69enne
veneta Elena Altamira”, malata terminale di cancro morta in
Svizzera la scorsa estate con suicidio assistito, “non rientra
nei casi previsti dalla sentenza 242/2019 della Corte
costituzionale sul caso Cappato-Dj Fabo per l’accesso al
suicidio assistito in Italia”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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