Coronavirus, briefing Oms: Europa al centro della pandemia, non allentare misure

Coronavirus

Oltre 10mila casi in Africa


Il bilancio di vittime e contagi da nuovo coronavirus si appesantisce in Europa e Stati Uniti, mentre Wuhan suona le sirene che annunciano la riapertura e lascia uscire dalla città a cui è tutto partito le persone che vi erano confinate da 76 giorni.  In Africa aumentano i contagi.

Ecco quello che emerge dal briefing dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Siamo alla 15esima settimana di battaglia globale contro il coronavirus. Il primo caso nella regione europea è stato registrato il 24 gennaio. Ad oggi l’Europa resta al centro della pandemia e abbiamo sia ragioni per essere ottimisti sia motivi per essere preoccupati”, ha spiegato il direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità per l’Europa Hans Kluge.

“I casi confermati aumentano nell’intera regione e il numero di contagi confermati è pari a 687.236 e 52.824 morti. Questi dati riguardando 53 Paesi e sette territori”.

“Nonostante “i segnali positivi” arrivati da alcuni Paesi, ora non è il momento di allentare le misure. E’ il momento di raddoppiare e triplicare ancora una volta i nostri sforzi collettivi con tutto il sostegno della societa’”, ha dichiarato il direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge-

“Alcuni Paesi con trasmissione locale stanno iniziando a mostrare segni di un declino della percentuale di aumento dei nuovi casi”, ha aggiunto spiegando che altri Paesi, invece, “attendono un aumento rapido dei contagi o una nuova fiammata”. Per quanto riguarda il primo trend, “la Spagna adesso ha più casi dell’Italia” ma “dopo “15-20 giorni dalle misure restrittive, l’aumento dei contagi ha rallentato, come la curva dei decessi”.

“Dopo settimane di ferreo lockdwon, sembra che in Italia, anche se i casi continuano a crescere, il tasso di incremento stia rallentando significativamente”, lo ha detto nel corso del briefing il direttore regionale per l’Europa dell’Oms Hans Kluge.

Il tasso di mortalità e l’età media dei casi confermati in Germania sono più bassi della media in altre parti del mondo (1,3% e 49 anni rispettivamente). Questi dati sono collegati a diversi fattori tra cui la demografia della popolazione e la diffusione dei test. A dieci giorni dall’implementazione delle misure di isolamento e delle misure sanitarie il numero di casi ha iniziato a diminuire”, ha dichiarato il direttore regionale dell’Oms Hans Kluge nel corso del suo briefing.

“Chiedo a tutti i Paesi, al di là dello stato della trasmissione, di rafforzare le loro attività in tre aree: la prima è la protezione dei lavoratori del servizio sanitario a tutti i livelli per salvare vite, con la formazione e la preparazione per prendersi cura dei pazienti edelle comunità, proteggere la loro salute fisica e porre la priorità su quella mentale e garantire che abbiano il sostegno che meritano per le loro famiglie”. Così in diretta Hans Kluge direttore della sezione Europa dell’Oms.

“Questa pandemia e il suo impatto sulle nostre vite è eccezionale, ma ogni giorno, ogni minuto, raccogliamo le prove, condividiamo conoscenze e prendiamo misure per fermare il virus e per fare della nostra risposta sanitaria una risposta più forte e sostenibile”.

Hanno superato quota 10.000 i casi confermati di Covid-19 in Africa ed i decessi sono oltre 500. Lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), avvertendo che mentre “il virus è stato lento nel raggiungere il continente rispetto ad altre parti del mondo, l’infezione è cresciuta esponenzialmente nelle ultime settimane e continua a diffondersi”. 

Fonte Rainews.it

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