Coronavirus, governatore Veneto Zaia: “Con Dpcm lockdown non c’è più”

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“Penso che dopo il Dpcm si va a conclamare che il lockdown non esiste più, parlare di misure restrittive non ha più senso”. “Ora bisogna ragionare di lavorare in sicurezza e riaprire quello che è ancora chiuso”


“Noi abbiamo ancora il virus nella comunità, nessuno faccia salti di gioia perché la partita non è finita”. Detto ciò, “ho l’impressione che almeno il 60% delle aziende abbia già aperto”, quindi “è inutile che continuiamo a ragionare di lockdown a livello nazionale, non bisogna essere ipocriti, il lockdown non esiste più. Ora bisogna ragionare di lavorare in sicurezza e riaprire quello che è ancora chiuso”.

Così il governatore del Veneto Luca Zaia, in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera.

“Stiamo scrivendo una nuova ordinanza che presenteremo domani e avrà un cambio di strategia. Dobbiamo fare analisi approfondita rispetto ad alcuni temi, ma è evidente che ormai siamo di fronte a un finto lockdown”, ha annunciato il presidente del Veneto. “Dovremo riassettare il provvedimento – ha proseguito Zaia – dato che siamo difronte a un finto lockdown, avremo una riapertura del 50-60 per cento, se togliamo negozi e ristorazione, non è più lockdown lo abbiamo fatto ma oggi ordinanza verrà scritta con questa filosofia”.

“Ho parlato questa mattina con il ministro Speranza, sembra che il Governo scriva il dpcm prima di Pasqua, spero sia prevista una conferenza con i presidenti della Regione perché abbiamo suggerimenti da dare”, continua Zaia tornando a chiedere lo stop ai sequestri dei Dpi non destinati alla sanità.

“Secondo voi un imprenditore compra un container di mascherine per vedersele confiscate? No. Un supermercato compra un container di guanti per vederseli confiscati? No. E allora è inutile che diciamo agli imprenditori che si lavora con mascherine e guanti per tutti se non possono trovarli”.
Insomma, “il piano per la ripartenza si basa sui dispositivi di protezione. Se non hai i dispositivi che piano è?”, chiede Zaia. Eppure, oggi all’estero i dispositivi si trovano, ma non si possono sdoganare perché vengono confiscati dalla Protezione civile.

Il che “aveva un senso, anche noi abbiamo confiscato delle mascherine quando non si trovavano. Ma ora si trovano e i privati devono essere messi nelle condizioni di comprarle”. Cosa che consentirebbe anche di calmierare i prezzi sul mercato, dal momento che ora i pochi dispositivi disponibili vengono venduti a peso d’oro. 

“La filiera della moda, la prima filiera in Italia, a oggi viene ritenuta ancora da chiudere. Difficile spiegare a Rosso o a Benetton che apre Fincantieri e non uno che produce jeans o magliette”. Lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia, commentando il nuovo decreto del presidente del Consiglio.

“Ho visto le filiere che si possono riaprire, dobbiamo dire che adesso abbiamo una ‘riserva indiana’ con i poveri che non riescono ad aprire. Io programmo sapendo che non c’è il lockdown e mi concentro sulla protezione dei cittadini. Tema assembramenti e isolamento fiduciario non esiste più. La strategia cambia”, ha concluso. 

Fonte Rainews.it

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