Coronavirus, sito Inps in tilt. Tridico: 100mila richieste al secondo. Conte: “Hackeraggio sistema”

Coronavirus

Utenti reindirizzati su pagine di altri

Nel primo giorno possibile per inoltrare le richieste per il bonus da 600 euro destinato ai lavoratori autonomi sito preso d’assalto. Tridico ha fatto sapere che il sito dell’Inps sarà riaperto con orari diversi 

Sito bloccato, servizi inaccessibili ed esposizione dei dati degli utenti. Nel giorno in cui è possibile inviare le richieste di bonus e congedi, l’Inps si blocca.

Provando ad accedere a uno dei tre servizi previsti dal Cura Italia per tamponare l’emergenza Covid-19 (la richiesta di bonus baby-sitter, quella di congedo parentale e l’indennità di 600 euro per gli autonomi), il sito prova a caricare le pagine per diversi minuti prima di annunciare che il server non risponde. Troppo traffico in entrata.

Via Twitter, l’Inps, sommersa dai messaggi di protesta, scrive di essere a “conoscenza della problematica”: “Ci scusiamo per quanto accaduto e stiamo lavorando a una pronta risoluzione”. 

All’Inps sono giunte 100 domande al secondo, con 300 mila richieste ad oggi, e questo ha creato qualche problema, ha detto, a quanto viene riferito, il premier Giuseppe Conte alle opposizioni riunite a Palazzo Chigi. Il premier avrebbe spiegato che c’è stato anche un hackeraggio del sistema.

Il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico, aveva  spiegato in precedenza – tramite social network – che “dall’una di notte alle 8.30 circa, abbiamo ricevuto 300 mila domande regolari. Adesso stiamo ricevendo 100 domande al secondo. Una cosa mai vista sui sistemi dell’Inps che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri”.

Tridico ha fatto sapere che il sito dell’Inps sarà riaperto con orari diversi per chiedere le prestazioni per patronati e consulenti e per i cittadini.

“Lo riapriremo dalle 8.00 alle 16.000 per patronati e consulenti e dalle 16.00 per i cittadini”. Si è verificato però un altro problema, che non sembra confermare il fatto che i sistemi stiano “reggendo”.

“Non c’è una deadline. Questi fondi continueranno ad essere rimpinguati per tutta la durata della crisi. Non c’è nessuno rischio che chi ha diritto a questo bonus perda il diritto per nessun motivo. E’ un diritto acquisito”, dice  a Rainews24 il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Le domande, aggiunge, “potranno essere presentate anche nei giorni successivi”.

Decine di utenti segnalano che, inserendo le proprie credenziali, l’Inps rimanda alle sezioni riservate e ai dati di altri utenti. Con tanto di nomi, anagrafe, codice e posizione fiscale, Pec. Non un errore isolato, a quanto pare. Molti utenti segnalano che, a ogni tentativo di accesso vengono reindirizzati alle schede di altri cittadini a caso. 

Il disguido sul sito dell’Inps con lo scambio di identità tra gli utenti “è una cosa gravissima che non deve succedere” e “sarà oggetto di verifica”. Lo ha detto la vicepresidente dell’Inps Maria Luisa Gnecchi sottolineando che il disguido è durato cinque minuti. Gnecchi ha detto comunque che nessuno perderà il sussidio e che se le risorse dovessero esaurirsi saranno rifinanziate. Nessuno, ha detto, “resterà senza bonus. Cerchiamo di collaborare”.

Le reazioni politiche
Il  vice segretario del Pd, Andrea Orlando, chiede al Copasir – il Comitato per la sicurezza della Repubblica – di investire i servizi per capire cosa sia realmente accaduto e quali contromisure intenda adottare. “Questi sciacalli vanno fermati immediatamente”.

Nel frattempo, però, il caso piomba sul tavolo del confronto fra opposizioni e governo durante il quale il premier giuseppe Conte – davanti a Meloni, Salvini, Tajani e Maurizio Lupi – legge un post in cui il leader della Lega lancia un allarme: “Il governo corra ai ripari o finisce male”.

Conte non ci sta a attacca: “Matteo, questo è soffiare sul malcontento, alimentare disordine sociale, una cosa diversa dal confronto che stiamo facendo qui”.

La replica di Salvini si limita a “se il sito Inps è in tilt … è in tilt”. Poi, a vertice concluso, aggiunge: “E’ inaccettabile che i dati di migliaia di italiani vengano messi in piazza”.

Conte poi anticiperà quanto sostenuto dall’Istituto previdenziale, ovvero che i problemi sono dovuti al fatto che il sito è stato hackerato nelle ultime ore.

Ad attaccare, però non è la sola opposizione. Il Partito Democratico giudica “intollerabile” quanto accaduto e critica la scelta di “aver comunicato nei giorni scorsi che questo tipo di accesso sarebbe stata l’unica opzione disponibile per richiedere le indennità per professionisti e autonomi”, spiega la vice presidente dem, Debora Serracchiani: “Il Pd aveva chiesto di consentire che i commercialisti e gli intermediari, in quanto  iscritti all’ordine, potessero spedire una Pec all’Inps certificando le ore di lavoro perse e la richiesta di cassa integrazione, aggiungendo l’iban del dipendente. In questo modo, entro il 10 aprile l’Inps sarà in grado di procedere con un bonifico. Un provvedimento preso in questa direzione aiuterebbe una gestione ordinata e celere del sito dell’Inps e verrebbe incontro alle giuste esigenze dei cittadini”.

Anche da Italia Viva arriva la richiesta alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, di riferire alle Camere e con Davide accusa: “Non si può improvvisare in momenti come questo. Tutto si poteva usare: le banche, le poste, i conti correnti, le card a domicilio. Tutto si poteva e si doveva fare tranne che prendere in giro la gente che ha passato la notte davanti al pc e sovraccaricarla di ansia aggiungendo problemi preoccupazioni all’emergenza sanitaria”.
E Giacomo Portas, deputato indipendente di Italia Viva, suggerisce che si sarebbe potuto copiare il sistema adottato da Poste che ha distribuito le pensioni a scaglioni, in ordine alfabetico. 

Fonte Rainews.it

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