Garrone-Mamadou, Leone per i migranti che non ce la fanno

“Questo premio sarà di grande
aiuto per il film, gli darà la possibilità di avere un pubblico
più ampio”, dice un commosso Matteo Garrone, ricevendo a Venezia
il Leone d’argento – premio per la migliore regia per Io
Capitano.
    “Questo film racconta il viaggio attraverso l’Africa di due
ragazzi migranti che cercano di arrivare in Europa e lo fa
attraverso il loro punto di vista. Mi sono aggrappato alle loro
storie, al loro vissuto, cercando di dare voce a chi di solito
non ce l’ha”, spiega il regista, dando poi la parola a Kouassi
Pli Adama Mamadou, attivista del Centro sociale ex Canapificio e
del Movimento migranti e rifugiati di Caserta, alla cui storia
si è ispirato.
    “Il film racconta una realtà vera – sottolinea Mamadou -. Io
sono riuscito ad arrivare in Italia, ma vorrei che dedicassimo
questo premio a tutte le persone che non sono potute arrivare a
Lampedusa. E vorrei ricordare che quando c’è la voglia e la
necessita di partire, nessuno ti può fermare. Occorre dare il
diritto di accesso a noi giovani, il visto per viaggiare, e
credo che sarebbe lo strumento per sbloccare il traffico di
esseri umani”. Per Mamadou, “un canale di ingresso regolare,
come ha detto anche il presidente Mattarella, aiuterebbe ad
affrontare il problema. Ringrazio il festival e tutta la
comunità di Caserta che aiuta gli immigrati nell’inserimento”.
    Infine un pensiero di Garrone al Marocco colpito dal
devastante terremoto.
   

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Fonte Ansa.it

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