I modi più comuni per danneggiare il PC

I computer moderni sono diventati molto più semplici da usare e molto più robusti di quelli di qualche anno fa. Oggi “rompere” un computer è difficile, mentre solo dieci anni fa era comune avere problemi e malfunzionamenti. Oggi come allora, però, se un computer smette di funzionare è quasi sempre per colpa (diretta o indiretta) di chi lo usa quotidianamente. Ci sono tante piccole e grandi cose, infatti, che l’utente medio fa (o non fa) tutti i giorni e che influenzano molto lo stato di salute del suo PC. Ecco sette modi comuni per danneggiare un computer.Usare un sistema operativo vecchioLa maggior parte dei nuovi computer hanno preinstallato Windows 10 come sistema operativo, ma il mondo non è fatto solo di computer nuovi: Microsoft, ad esempio, stima che almeno il 25% dei computer ancora attivi abbia Windows 7 come sistema operativo. Un’altra bella fetta ha addirittura Windows XP, probabilmente il sistema operativo più installato di sempre. Anche se l’utente di questi computer pensa che “finché funziona non va cambiato“, il sistema operativo va aggiornato sempre.Gli OS moderni sono più efficienti, usano meglio l’hardware (e quindi lo stressano di meno, portando a meno guasti) e soprattutto sono più sicuri contro gli attacchi hacker e i virus. Continuare a usare Windows XP, Windows 7 o Windows 8.1 quando ormai da anni è disponibile Windows 10 (e l’aggiornamento si può fare persino gratis) non ha veramente senso ed è un ottimo modo per fare del male al proprio PC.Non usare un buon antivirus (o non aggiornarlo)antivirusSe un sistema operativo nuovo migliora la sicurezza del nostro PC, ancor più lo fa un buon antivirus installato e ben configurato sul nostro sistema. Al giorno d’oggi non si possono più sottovalutare i rischi derivanti dai malware: sono davvero troppi. Di malware, poi, ne vengono creati in continuazione e quindi per stare al sicuro non basta installare l’antivirus, serve anche aggiornarlo regolarmente con le nuove definizioni (cioè la lista dei virus conosciuti da chi produce l’antivirus).Se l’aggiornamento della lista delle definizioni dei virus non è impostata su “automatico“, il software invia periodicamente all’utente dei messaggi pop up per ricordargli che la lista è scaduta. La cosa più sbagliata da fare, in questo caso, è quella di chiudere il messaggio e far finta di niente. Un virus che gira in background e non è stato riconosciuto e bloccato dall’antivirus, infatti, può fare danni enormi cancellando file, rubando i nostri dati personali, installando altro software pericoloso e tenendo costantemente attivo il nostro computer anche quando non lo stiamo usando attivamente.Non aggiornare i programmi che usiamoSempre parlando di sicurezza, non basta aggiornare il sistema operativo e l’antivirus per stare sereni: bisogna aggiornare anche tutte le app che usiamo. Già da anni i creatori di virus hanno imparato a sfruttare le vulnerabilità dei browser Web per infiltrare malware nei computer di mezzo mondo. In passato lo hanno fatto anche con software che nessuno collegherebbe alla possibilità di prendere un virus, come il visualizzatore di file PDF (sì, i virus si possono nascondere anche nei file PDF). Persino CCleaner, una notissima utility per tenere in buona salute il sistema operativo, è stata violata con un virus che rubava i dati agli utenti. Non aggiornare le applicazioni che abbiamo installato sul nostro PC, anche se può sembrare strano, è un altro ottimo modo per fare del male al nostro povero computer.Scaricare e installare software spazzaturaIl Web è pieno zeppo di software “gratuiti” che si possono scaricare per eseguire migliaia di compiti diversi. Molto spesso questi software ci permettono di fare “gratis” quello che fino a poco prima credevamo di poter fare solo con un programma a pagamento. Ma poi, quando installiamo e usiamo il software, scopriamo che di gratuito c’è poco perché in realtà le funzioni disponibili sono pochissime e per avere il programma completo dobbiamo pagare.Molti convertitori audio/video sono così: possiamo convertire solo 30 secondi, oppure nel video convertito spunta un watermark enorme. Cosa fa l’utente comune dopo aver scoperto che quel software “gratis” non lo è affatto? Niente: chiude il programma e lo lascia sull’hard disk, senza preoccuparsi di rimuoverlo. E, così, il computer si riempie di tonnellate di spazzatura che occupano spazio sul disco, caricano automaticamente all’avvio estensioni e servizi inutili e, alla fine, rallentano il computer e lo danneggiano consumando risorse in background.Lasciare sul disco file inutilihard diskQuanto detto per le applicazioni, vale anche per i file: quante volte abbiamo scaricato da Internet immagini, video e file di ogni tipo che poi non si sono rilevati così interessanti e utili come prevedevamo? Di certo molte. Quante volte abbiamo cancellato questi file inutili? Quasi mai. E loro restano sul disco, accanto alle app “gratuite“, occupando giga di spazio che vengono sottratte a compiti più utili. E, soprattutto, causano la frammentazione del disco.Non deframmentare l’hard diskUn tempo la deframmentazione del disco era una delle regole d’oro per mantenere alta la salute di ogni computer: a furia di copiare e cancellare file dall’hard disk si creano “buchi” e i file si sparpagliano ovunque sui piattelli magnetici. La testina, così, per leggere e scrivere i dati deve fare un lavoro titanico, saltellando a destra e manca e, alla lunga, va incontro ad una usura notevole. Deframmentare l’hard disk, cioè compattare quei buchi, è la soluzione al problema.Per fortuna le versioni più recenti di Windows integrano un’ottima deframmentazione automatica, che ci libera da questa incombenza. Ma se non abbiamo aggiornato il sistema operativo (vedi sopra) non abbiamo aggiornato neanche l’utility di deframmentazione. Se invece abbiamo solo un disco SSD allo stato solido, e non un disco tradizionale meccanico-magnetico, la frammentazione non è affatto un problema e non ce ne dobbiamo curare.Non pulire il computerpulire pcAltro modo efficace per danneggiare un PC è non pulirlo mai. E non parliamo di pulizia del software (le applicazioni e i file spazzatura di cui sopra), ma di pulizia hardware: i “pezzi” che stanno dentro al PC. Ogni computer, infatti, ha almeno due o tre ventole interne che aspirano aria dall’esterno verso l’interno (e poi la ributtano fuori) per raffreddare CPU, GPU e altre componenti. Queste ventole, insieme all’aria, portano dentro al PC una enorme quantità di polvere che si deposita sui chip causandone il surriscaldamento.Se non puliamo il PC, quindi, prima o poi avremo problemi anche seri. Su un desktop è facile fare pulizia: basta un cacciavite a croce per aprire il case (dopo aver staccato l’alimentazione) e un pennellino per spazzolare via la polvere (per l’aspirapolvere, invece, ci vuole mano ferma e delicata o si fanno danni ben peggiori di quelli fatti dalla polvere). Per i laptop, invece, la cosa è più complessa ed è consigliabile rivolgersi ad un tecnico esperto.

Fonte Fastweb.it

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