Il treno superveloce per ora va piano piano

La notizia è di qualche giorno fa: Virgin Hyperloop, azienda del gruppo Virgin di Richard Branson (lo stesso che punta a portare turisti nello spazio) ha portato a termine il primo test con passeggeri del suo “treno supersonico”. Parliamo di quei futuristici convogli ultraveloci pensati per sfrecciare su rotaie magnetiche all’interno di condotti depressurizzati, in grado di toccare (quando saranno a pieno regime) velocità di 1.000 km/h e oltre: in altre parole, da Roma a Milano in poco più di una mezz’oretta.

Quello che forse è stato poco sottolineato, a proposito di questo “collaudo”, è che si è trattato innanzitutto di un tragitto molto breve. Appena 500 metri di rotaia, costruiti nel deserto del Nevada, che sono stati percorsi in circa 15 secondi: dunque anche la velocità raggiunta dalla capsula è stata appena una frazione di quel che ci si aspetta in futuro (con una punta di appena 172 km/h). Però i membri del team, questo sì, si sono mostrati soddisfatti: «È stato esaltante, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico», ha affermato Sara Luchian, una delle due persone dello staff che ha avuto il privilegio di inaugurare il nuovo mezzo di trasporto.

In un battibaleno. Il progetto riprende il principio di funzionamento dei treni a lievitazione magnetica (maglev), attualmente i più veloci al mondo, che sfruttano il sottovuoto dei tunnel nei quali vengono lanciati per correre a velocità mai viste. In un’intervista rilasciata alla BBC nel 2018, l’allora capo della Virgin Hyperloop Rob Lloyd aveva dichiarato che, in futuro, la capsula iperveloce avrebbe potuto connettere gli aeroporti londinesi di Gatwick e Heathrow, distanti oltre 70 km, in appena quattro minuti.

futuro in sicurezza. Il progetto si trova però ad affrontare non soltanto tempi di realizzazione non proprio in linea con le aspettative iniziali, ma anche qualche critica: prima fra tutte, la necessità di costruire una fitta rete di tunnel per ogni percorso, con potenziali difficoltà nella richiesta di permessi e nella costruzione stessa. Luchian, pur ammettendo l’ambiziosità del progetto, sostiene che, in compenso, le nuove capsule Hyperloop non dovrebbero fare i conti con molti dei rischi connessi con i mezzi di trasporto attuali: «Possiamo continuare a costruire i sistemi di trasporto di oggi o di ieri, e avere gli stessi problemi di oggi e di ieri», afferma, «oppure realizzare qualcosa di nuovo, che risolva tutti quei problemi». 

Fonte Focus.it

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