Mes della discordia: scontro in maggioranza tra Pd e M5s e fuori tra Fi, Lega e Fdi

Coronavirus

Posizioni ferme anche nell’ultimo vertice della notte scorsa

Acque agitate sia all’interno della maggioranza di governo che nell’opposizione sulla questione Mes, con i 5 stelle che hanno ribadito la contrarietà all’operazione e Forza Italia invece decisa a votare sì. Intanto oggi nuovo vertice di maggioranza per parlare del decreto semplificazioni

L’ultimo no al Mes del Movimento 5 stelle è arrivato la notte scorsa, all’inizio del vertice degli esponenti di governo. La contrarietà al fondo salva Stati è stata compatta – riferisce chi era presente alla riunione – e il capo politico Vito Crimi non ha apprezzato chi, nei parititi di maggioranza, su questo tema si sta “muovendo con modi e accenti che non si conciliano con questa fase cruciale per il Paese”. Crimi ha ribadito l’importanza del pieno coinvolgimento del Parlamentari “anche nella fase preparatoria dei decreti”, ed è in questa direzione ci si sta già muovendo per i prossimi provvedimenti in elaborazione.

Luigi Di Maio guarda all’Europa: “La Bce ci ha dato un grande sostegno acquistando i nostri titoli di Stato. Gli strumenti ora ci sono e dobbiamo riconoscerlo. Quindi basta piagnistei, tocca al governo dimostrare di essere all’altezza della sfida. Il presidente Conte continua a dire che sarà sufficiente il Recovery Fund e noi abbiamo fiducia nelle sue parole”.

Il Partito democratico insiste invece sul sì ai 37 miliardi di euro destinati alla sanità. Il presidente dei senatori dem, Andrea Marcucci, propone la nomina “di un Garante per il Fondo sanitario. Una figura autorevole che rassicuri innanzitutto quanti pensano che l’Europa possa nascondere qualcosa sull’uso di questi fondi”.

“Tutte le ragioni obiettive portano a dire che non si capisce perché dobbiamo dire di no”, afferma invece a Sky Piero Fassino, che critica duramente il Movimento. “L’atteggiamento del M5s è inaccettabile. Non si pianta una bandiera e poi si dice che non ci si muove da lì per ragioni puramente ideologiche. L’argomento che viene addotto sui giornali è che il Movimento si spaccherebbe perché alcuni non sono d’accordo. Vengono prima gli interessi di un Paese o di un partito? In nome di un interesse di partito si sacrifica l’interesse di un Paese. Lo trovo insensato”.

Anche per Matteo Renzi, leader di Italia viva, “è fondamentale chiudere rapidamente la partita sui 37 miliardi che servono alla nostra sanità e che, per un motivo ideologico, qualcuno vorrebbe buttare via”.

Il centrodestra sulla questione si dimostra diviso. Per Silvio Berlusconi rifiutare sarebbe un atto di “assoluto masochismo per noi ed anche un imperdonabile sfregio all’Europa”. Al leader di Forza Italia risponde quello della Lega, Matteo Salvini, che in visita a Castel Volturno dice: “Portino in aula il Mes e vediamo cosa voterà il Parlamento che è sovrano. Penso che la maggioranza sia assolutamente a favore dell’interesse nazionale, l’importante è il voto, portino il Mes in Parlamento e vediamo che succede”.

Francesco Lollobrigida, conferma la linea di Fratelli d’Italia: “In Europa c’è chi vorrebbe ricattarci per costringerci ad aderire al Mes. E in Italia c’è chi è disponibile ad accettare il ricatto. Fratelli d’Italia chiede che il Parlamento voti per evitare questo strumento inutile e dannoso”, dice il capogruppo alla Camera del partito di Giorgia Meloni.

Fuori dal Parlamento arrivano le sollecitazioni di Stefano Bonaccini. “Da presidente delle Regioni dico che noi di quelle risorse ne abbiamo bisogno, e ne abbiamo bisogno presto, anche per far ripartire l’economia”: cosi’ il presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, intervenendo a La 7. “Non sono un’econimista – ha detto -, ma mi hanno sempre spiegato fin da bambino che in epoche recessive servono misure anticiliche a partire da un gigantesco piano di investimenti pubblici: e quello parte anche dalla sanità, ci mancherebbe altro. E poi c’è il tema delle infrastrutture, su cui potremmo aprire un bel capitolo. Dico solo che ne abbiamo bisogno e io condivido che si prendano quei soldi”.

Anche dal mondo del lavoro arrivano prese di posizione nette.  L’Italia non può sprecare “l’occasione irripetibile” di spendere le risorse che ci verranno dall’Europa, “perché è anche l’occasione di cambiare” l’Ue. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nel corso di un dibattito sulla piattaforma Collettiva. “Non ci sarà un’altra occasione in cui l’Europa ci dice di fare debito e fare investimenti”, ha aggiunto. “E’ il momento di spendere e c’è da stare dalla parte della qualità del lavoro, dei diritti, della democrazia. Questa è la battaglia che vogliamo fare unitariamente”.

Vertice di maggioranza sul Dl semplificazioni
Nel tardo pomeriggio di oggi, stando a quanto si apprende, si svolgerà a palazzo Chigi un nuovo vertice di maggioranza. Alla riunione, oltre al premier, saranno presenti i capi delegazione della maggioranza ed è prevista anche la presenza del titolare del Mef, Roberto Gualtieri. Il vertice avrà come primo dossier sul tavolo il decreto semplificazioni, in vista del consiglio dei Ministri previsto in settimana, ma tra i punti al centro della riunione ci saranno anche le misure economiche in cantiere nel governo, dalla nuova “manovrina” al prolungamento della Cig in deroga e la possibile messa in campo di nuovi incentivi per le aziende che assumono. 

Fonte Rainews.it

Calendario Notizie

Luglio: 2020
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031