Nyt: “Trump informato a febbraio su soldi russi ai talebani per uccidere soldati Usa in Afghanistan”

Secondo il quotidiano, accadde durante un briefing giornaliero dell’intelligence, Associated Press riporta che in precedenza l’informazione fu già confermata al presidente Usa dall’ex consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton. Pentagono e Casa Bianca smentiscono

Donald Trump e l’ex consigliere sulla Sicurezza nazionale, John Bolton

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto dall’intelligence americana un briefing scritto nel mese di febbraio sul denaro offerto da un’unità d’intelligence militare russa ai talebani per uccidere soldati Usa e della coalizione in Afghanistan. Lo riferisce oggi il New York Times, citando due diverse fonti a conoscenza del dossier. Secondo quanto si legge, l’informazione sarebbe stata inclusa in uno dei briefing giornalieri del presidente. Una delle due fonti ha parlato genericamente di fine febbraio, l’altra ha citato il 27 febbraio. 

L’informazione del New York Times giunge in un momento in cui la Casa Bianca sta provando a sminuire la notizia. Il presidente Trump ha scritto ieri su Twitter che l’intelligence statunitense gli aveva “appena” comunicato di non aver trovato “informazioni credibili” sulla possibilità che la Russia abbia offerto ai talebani una taglia per ogni soldato statunitense o alleato ucciso in Afghanistan. Per questo, l’intelligence “non ha comunicato nulla a me o al vicepresidente Mike Pence”, aveva scritto Trump.”Probabilmente è un altro imbroglio” dei media, aveva scritto ancora Trump.

Bolton informò Trump a marzo 2019
L’ex consigliere sulla Sicurezza nazionale, John Bolton, avrebbe confidato ai colleghi di aver informato già nel marzo 2019 Donald Trump del piano russo di pagare i talebani per colpire i soldati americani. Lo riporta l’agenzia Ap.

Il Pentagono smentisce il New York Times: “Nessuna prova dell’attività di Mosca”
Il Pentagono non ha “elementi di prova” per poter dire che la Russia ha offerto denaro ai Talebani per  uccidere militari americani e britannici come ha scritto il New York  Times citando fonti di intelligence. Il portavoce del dipartimento della Difesa, Jonathan Hoffman, ha  precisato che il Pentagono sta valutanto le informazioni sulle  presunte attività maligne contro le forze americane e della coalizione in Afghanistan dei servizi di intelligence militare russa. Ma “al momento non ci sono elementi di prova a corroborare e validare  le recenti accuse” pubblicate dalla stampa, accuse che vedono  coinvolta l’unità 29155 del Gru russo già impiegata per l’uccisione di Sergei Skripal in Gran Bretagna.

Casa Bianca: Trump non informato sulla denuncia del Nyt
Il Presidente americano Trump “non è stato informato” del contenuto dell’articolo pubblicato dal New York  Times “perché si tratta di informazioni non verificate o convalidate dalla nostra intelligence”, ha reso noto in un comunicato il Consigliere per la sicurezza  nazionale, Robert O’Brian. “Tuttavia l’Amministrazione, incluso il  Consiglio per la sicurezza nazionale, si stanno preparando nel caso in cui la situazione richieda una azione”, ha aggiunto. “Non c’è nulla di più importante, per il Presidente Trump, della  sicurezza dell’America e dei nostri uomini e donne in uniforme. Ha  dimostrato il suo impegno in questo senso ripetutamente”, ha affermato O’Brian denunciando il “tradimento della fiducia degli americani di  coloro che fanno trapelare informazioni riservate”. “Le vostre azioni mettono in pericolo la sicurezza nazionale,  qualsiasi sia il motivo, non c’è mai una giustificazione per tale  comportamento”, ha precisato.

Washington Post: “I consiglieri di Trump erano troppo spaventati per dirgli la verità”
“I consiglieri di Trump erano troppo spaventati per riferirgli delle taglie russe” sui soldati Usa in  Afghanistan?. E’ quanto si domanda David Ignatius in un editoriale du  Washington Post, nel quale affronta la vicenda che sta mettendo in  imbarazzo la Casa Bianca. “Una verità basilare riguardo al presidente  Vladimir Putin, che il presidente Trump evidentemente non comprende –  scrive Ignatius – è che Putin cerca una vendetta. Lui ritiene che gli  Stati Uniti abbiano distrutto il suo ex Paese, l’Unione sovietica. A  lui piace che gli Stati Uniti soffrano, in Afghanistan e altrove”. Secondo l’editorialista del Washington Post, Trump ha una visione “più rosea” di Putin. Ignatius si domanda se non sia per questo, “ammesso che la sua ricostruzione sia vera”, cioè che non abbia ricevuto le  informazioni di intelligence sulle azioni russe in Afghanistan, che  “il presidente non è mai stato informato all’inizio dell’anno del  fatto che la Russia offriva ricompense ai combattenti talebani per  uccidere in Afghanistan militari Usa e della coalizione”.  A ogni modo, conclude l’editorialista del Washington Post, “Trump è  un ostacolo alla buona politica. O le persone non gli dicono la  verità, o lui non vuole sentirla. Qualunque sia la risposta, sta  venendo meno alle sue responsabilità basilari di comandante in capo”.

Fonte Rainews.it

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