Zerocalcare, In direzione contraria? Ho buon senso

(ANSA) – ROMA, 01 OTT – Altro che “in direzione contraria”,
Michele Rech, in arte Zerocalcare, si considera “di buon senso e
assoluta regolarità”. Lo dice all’ANSA e annuncia l’uscita di
due nuovi libri, al Festival Insieme, all’Auditorium Parco della
Musica di Roma, dove nel giorno d’apertura è attesissimo per
l’incontro, tutto esaurito, in cui lui ed Erri De Luca, moderati
da Marco Damilano, parlano di cosa significa “In direzione
contraria”.
    “La considero una frase bellissima perché è di De André, ma
mi sentirei molto presuntuoso a considerarmi parte di quella
direzione contraria. Io cerco di fare le cose mie, in direzione
uguale, contraria, dipende dalle volte. Ho la visione del buon
senso, sono gli altri che sono contrari” spiega Zerocalcare,
fumettista con un enorme seguito di fan per i suoi libri, da ‘La
Profezia dell’Armadillo’ a ‘Kobane Calling’, pubblicati da Bao
Pulishing. “Sia io che Erri De Luca siamo persone che si sono
espresse su questioni che riguardano il dissenso in questo
Paese, ma anche in questo caso penso che il dissenso che posso
aver espresso è sempre una cosa di assoluto buon senso. Semmai
mi sembra che la radicalità stia molto di più nel campo
avversario che mio” sottolinea Michele Rech.
    “Sono un super privilegiato del lockdown. Lavoro dentro casa
e non avendo potuto avere distrazioni fuori ho lavorato molto di
più. Sono riuscito a scrivere due libri” annuncia. “A metà
ottobre 2020 esce un mio fumetto che non è attuale in qualche
modo: o è passato o è futuro. Non inquadra il momento in cui
uscirà. E questa cosa è strana. Si chiama ‘Scheletri’ e racconta
un episodio di qualche anno fa che è capitato a me, nel mio
quartiere (Rebibbia ndr), ma anche ad altre persone. Riguarda in
generale la maniera in cui si raccontano i quartieri di Roma, il
rapporto con la violenza e quelle sfumature di grigio che ci
sono nella maniera di raccontare le periferie, mentre di solito
se ne parla o come simbolo del degrado assoluto e violenza o
come il mito del buon selvaggio, dove tutti si vogliono bene”
dice. “A metà novembre esce ‘A babbo morto’. In realtà è un
racconto di Natale pensato lo scorso Natale. Un libro
illustrato. Si parla di folletti e Babbo Natale e loro stanno
fuori dal Covid”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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